Barbo canino
Sistematica
Il Barbo canino, Barbus meridionalis, è una delle due specie
del genere Barbus autoctone in Italia. Appartiene alla famiglia
dei Ciprinidi.
Dimensioni
Medio - piccole, raggiunge lunghezze massime di circa 22 cm.
Livrea
Corpo di colore grigio con una tipica maculatura a chiazze grigio
- brune distribuite irregolarmente. Sul corpo e su tutte le pinne
è diffusa una punteggiatura nera.
Maturità sessuale
E’ raggiunta al terzo anno di età per i maschi e
al quarto per le femmine.
Periodo riproduttivo
Da maggio a inizio luglio.
Numero di uova
Alcune centinaia per femmina.
Comportamento
Specie gregaria, le sue popolazioni sono spesso localizzate in
tratti fluviali relativamente corti. Si nutre di invertebrati
bentonici, che ricerca spostando con il muso piccoli ciottoli
e ghiaia. L’accrescimento è relativamente lento.
Le uova sono deposte in tratti bassi e con substrato a ciottoli.
Habitat e areale di distribuzione
Predilige tratti di fondovalle nella zona della Trota marmorata
e del Temolo, con substrato grossolano, ben ossigenati e moderatamente
veloci, nei quali conduce vita bentonica. Rispetto al barbo comune,
col quale può condividere l’habitat e presumibilmente
ibridarsi, in genere popola tratti più a monte e con minori
portate. Il barbo canino ha subito una forte contrazione a causa
del degrado ambientale.
La popolazione di tale specie, endemica dell’Italia
settentrionale e centrale, nel tratto di fiume Toce compreso nel
SIC è stato valutato pari al 5% della popolazione complessiva
della Regione Piemonte.
La specie risulta:
• classificata come “Lower Risk” nell’IUCN
1996 Red List of Threatened Animals;
• inserita nell’All. II della Direttiva Habitat;
• classificata come “Vulnerabile” nel “Libro
rosso degli animali d’Italia – Vertebrati” dove
si segnala come intervento prioritaro per la sua tutela il ripristino
degli habitat idonei.
Conservazione
Specie legata al corso medio del Toce e ai
tratti terminali dei principali affluent.
In forte contrazione a causa del degrado ambientale e della carenza
di habitat adatto.
Presente nel 15% delle stazioni indagate lungo il Toce e suoi
affluenti per la stesura della carta ittica provinciale.