La Rete Natura 2000
Natura
2000 è il nome che il Consiglio dei Ministri dell'Unione
Europea ha assegnato ad un sistema coordinato e coerente (una "rete")
di aree (denominate Siti di Importanza Comunitaria – SIC e
Zone di Protezione Speciale – ZPS) destinate alla conservazione
della diversità biologica presente nel territorio dell'Unione
stessa ed in particolare alla tutela di una serie di habitat e specie
animali e vegetali indicati negli allegati I e II della Direttiva
Habitat.
La direttiva “Habitat”
La creazione della Rete Natura 2000 è infatti prevista dalla
direttiva europea n. 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992
relativa alla “conservazione degli habitat naturali e seminaturali
e della flora e della fauna selvatiche”, comunemente denominata
Direttiva Habitat. L’obiettivo della direttiva è però
più vasto della sola creazione della rete, avendo come scopo
dichiarato di contribuire a salvaguardare la biodiversità
mediante attività di conservazione non solo all’interno
delle aree che costituiscono la Rete Natura 2000 ma anche con misure
di tutela diretta delle specie la cui conservazione è considerata
un interesse comune di tutta l’Unione. Il recepimento della
Direttiva è avvenuto in Italia nel 1997 attraverso il Regolamento
D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357.
La direttiva “Uccelli”
La Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici è stata adottata dal Consiglio Europeo il 2 aprile 1979 e persegue la protezione a lungo termine di tutte le specie di uccelli selvatici e dei loro habitat. Numerose sono le specie ornitiche presenti nel nostro continente che necessitano di tutela. In ottemperanza a tale Direttiva vengono istituite le cosiddette Zone di Protezione Speciale o ZPS, aree fondamentali per la nidificazione, la sosta durante le migrazioni, lo svernamento e la muta degli uccelli selvatici, con particolare riferimento alle specie inserite nell'Allegato I della Direttiva stessa.
La
Biodiversità
La conservazione della biodiversità europea viene realizzata
tenendo conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché
delle particolarità regionali e locali. Ciò costituisce
una forte innovazione nella politica del settore in Europa. In altre
parole si vuole favorire l’integrazione della tutela di habitat
e specie animali e vegetali con le attività economiche e
con le esigenze sociali e culturali delle popolazioni che vivono
all’interno delle aree che fanno parte della Rete Natura 2000.
Il nostro Paese è tra quelli che, in ambito europeo, ospita,
tra i più elevati valori di biodiversità: la varietà
di ambienti presenti, la posizione centro-mediterranea e la vicinanza
con il continente africano, la presenza di grandi e piccole isole,
la storia (geografica, geologica, biogeografica e dell'uso del territorio)
hanno fatto sì che in Italia si verificassero le condizioni
necessarie ad ospitare numeri consistenti di specie animali e vegetali.
Il
valore delle aree seminaturali
Nello stesso titolo della Direttiva Habitat viene specificato l’obiettivo
di conservare non solo gli habitat naturali (quelli meno modificati
dall’uomo) ma anche quelli seminaturali (come le aree ad agricoltura
tradizionale, i boschi utilizzati, i pascoli, ecc.). Con ciò
viene riconosciuto il valore, per la conservazione della biodiversità
a livello europeo, di tutte quelle aree nelle quali la secolare
presenza dell’uomo e delle sue attività tradizionali
ha permesso il mantenimento di un equilibrio tra uomo e natura.
Alle aree agricole ad esempio sono legate numerose specie animali
e vegetali ormai rare e minacciate per la cui sopravvivenza è
necessaria la prosecuzione e la valorizzazione delle attività
tradizionali, come il pascolo o l’agricoltura non intensiva.
L’Uomo e la Natura
Natura 2000 è una sfida che l’Europa ha deciso di affrontare
per conservare la natura del continente per le future generazioni,
riconoscendo l’esigenza fondamentale di legare questo obiettivo
alla gestione complessiva del territorio, alle attività produttive
ed economiche, alla politica delle infrastrutture. In altre parole
legare la conservazione alla presenza dell’uomo in un continente
nel quale le aree veramente naturali ormai sono limitate a superfici
assai ridotte ma nel quale la diversità biologica si manifesta
ancora a livelli elevatissimi e di grande importanza, sia dal punto
di vista scientifico, sia per la qualità della vita di tutti
i cittadini dell’Unione.
Tutela
e sviluppo economico
La caratteristica forse più innovativa di questa politica
europea di tutela è che fornisce l’opportunità
di far coincidere le finalità della conservazione della natura
con quelle dello sviluppo economico che diviene così sostenibile.
L’attuazione di progetti di sviluppo all’interno dei
siti può essere prevista e realizzata tenendo conto delle
conoscenze scientifiche e tecniche che diventano garanzia di conservazione.
I siti Natura 2000 diventano allora aree nelle quali la realizzazione
dello sviluppo sostenibile e durevole può essere attivamente
ricercata e praticata attraverso progetti integrati che riflettano
in modo puntuale le caratteristiche, le esigenze e le aspettative
locali. Questa metodologia di programmazione vede la conservazione
e lo sviluppo dell’area naturale come parte di una programmazione
più ampia dello sviluppo territoriale prevedendone quindi
la definizione degli interventi sin dalla fase embrionale della
programmazione stessa e non, come è avvenuto in passato,
come un’analisi posteriore alla definizione dei progetti e
dei relativi interventi.
Gestione
della Rete Natura 2000
Un importante aspetto della Direttiva Habitat
riguarda la gestione di SIC che il regolamento di attuazione della
direttiva, emanato con il citato D.P.R. 357/97 affida alle Regioni
e per essa alle Amministrazioni locali. Su queste ultime ricadono
gran parte della responsabilità e dei vantaggi della presenza
nei loro territori di siti di importanza comunitaria.
Responsabilità in quanto, oltre agli aspetti connessi alla
gestione, qualsiasi progetto e intervento ricadente nel SIC dovrà
essere sottoposto ad una valutazione da parte dell’autorità
ambientale al fine di verificarne l’incidenza per le specie
e per gli habitat presenti, come prescritto dall’art. 5 dello
stesso D.P.R..
Vantaggi, soprattutto offerti dal sostegno comunitario per progetti
volti alla tutela e conservazione delle specie e degli habitat (Life
Natura).
Rete Natura 2000 nel
Verbano Cusio Ossola
Nel VCO sono stati designati 7 Siti di Importanza
Comunitaria, 7 gioielli che rappresentanto il contributo della provincia
alla Rete europea Natura 2000. Essi sono:
| SIC IT 1140001 |
Fondotoce |
| SIC IT 1140003 |
Campello Monti |
| SIC IT 1140004 |
Rifugio Maria Luisa (Val Formazza) |
| SIC IT 1140006 |
Greto del Toce tra Domodossola e Villadossola |
| SIC IT 1140007 |
Boleto - Monte Avigno |
| SIC IT 1140011 |
Val Grande |
| SIC IT 1140016 |
Alpi Veglia Devero |
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