Casteldelci e Maiolo sfidano Riccione: il paradosso della provincia di Rimini

Casteldelci e Maiolo sfidano Riccione

Casteldelci e Maiolo sono due piccoli comuni della provincia di Rimini, abitati, rispettivamente da 400 e 824 anime. Cosa li contraddistingue? Semplice: stando all’ultima inchiesta sul gioco d’azzardo condotta da Visual Lab, qui il gambling non è di casa. Avete letto bene: su 1224 persone complessive, nessuno spende un euro per scommesse, macchinette o slot.  Questi due paesi rappresentano una goccia nel mare per la provincia di Rimini, dove, invece, il gioco è molto diffuso.

Qui, infatti, si vive un paradosso. Da una parte vi sono due comuni che non contemplano il gioco, dall’altro, però, ve ne è uno, dove l’azzardo è di casa. Parliamo di Riccione. La capitale del divertimento estivo italiano si sta scoprendo fragile sotto l’aspetto ludico, al punto da costringere la giunta comunale a correre ai ripari con delle leggi ad hoc.

Due casi particolari

Casteldelci e Maiolo rappresentano una eccezione piacevole in una provincia, quella di Rimini, dove giocare è la regola. Se si sommano i soldi giocati nei restanti 18 comuni, infatti, si arriva alla cifra di 490,096 milioni di euro. Rimini e Riccione, da soli, raggiungono la cifra record di 358,79 milioni. Come mai i due paesini ne sono immuni? Difficile dare una spiegazione a questo quesito, dato che non ci sono ricerche in merito. Il fatto è ancora più sconcertante se si pensa come, nella provincia di Rimini, anche i piccoli comuni spendano cifre considerevoli. Il più “parsimonioso” a riguardo, è Gemmano con 123.000 euro giocati in un anno. Il comune, ha una popolazione di 1. 150 abitanti, il che significa una media pro capite pari a 107 euro.

La questione Riccione

Riccione, come detto, è il comune della provincia di Rimini dove si gioca più d’azzardo. Qui la spesa pro capite è di 2.573 euro annui. Per cercare di porre un freno ad una situazione che sta diventando insostenibile, il comune ha dato il via ad un nuovo regolamento inerente l’azzardo. Questo prevede il divieto di apertura e di esercizio di attività di gioco lecito con vincite in denaro degli esercizi commerciali, delle sale scommesse e delle sale giochi. Inoltre, non potranno aprire attività che hanno al loro interno apparecchiature ludiche e si trovino entro 500 metri di distanza dai luoghi sensibili. Di quali apparecchiature si parla? Il comune ha specificato che vanno considerati  le new slot, le sale bingo e i giochi collegati con apparecchi in tempo reale alla rete. Lo scopo è quello di cercare di combattere la ludopatia, un male sempre più diffuso nel nostro Paese.

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