Decreto dignità, Italia nell’occhio del ciclone

Forse neanche il ministro Di Maio era consapevole degli effetti che avrebbe provocato il Decreto Dignità, in particolar modo la misura che vieta qualsiasi forma di pubblicità da parte delle agenzie di scommesse (a partire dal prossimo Luglio). L’Italia è il principale mercato del settore delle scommesse online, e l’intervento del legislatore ha creato uno sconquasso tale da mettere in agitazione mezzo mondo. Se ne parlerà nell’importante meeting di SiGma Malta, evento ormai assurto a punto di riferimento a livello europeo.

Cosa prevedono gli articoli introdotti con il Decreto Dignità?

Sostanzialmente, sono vietate tutte le forme di sponsorizzazione, dirette o indirette, relative a giochi e scommesse con vincite in denaro. Il divieto, scattato con effetto immediato, entrerà in vigore per i contratti in essere a partire dal 19 luglio 2019. Dal 1 gennaio 2019, vietate anche le comunicazioni a contenuto promozionale. Insomma, una calata di scure senza precedenti. A ciò va aggiunta una selva legislative fortemente proibizionista, che limita fortemente un settore in espansione, tra le principali voci di bilancio dell’economia italiana. Il tutto nonostante una Raccomandazione, risalente a 4 anni fa, della Commissione Europea, la quale ha sottolineato l’importanza delle comunicazioni commerciali relative al gioco d’azzardo; una sensibilità che il governo italiano non ha dimostrato.

I Rischi dell’applicazione del Decreto Dignità

Infatti, sarebbe opportuno interrogarsi sulla differenza che intercorre tra pubblicità e comunicazioni. Mentre la prima mira a spingere il consumatore a sperimentare il gioco d’azzardo, le secondo svolgono un ruolo fondamentale di garanzia. Sottrarre questo importantissimo strumento, significa lasciare il giocatore inesperto alla mercé del gioco illegale, una piaga che non cessa di lucrare sui buchi neri dello Stato. Cruciale appare il ruolo dell’informazione per salvaguardare la consapevolezza del consumatore in merito alla distinzione tra gioco legale e illegale, ma anche sulle probabilità di vincita, fattore che, più del proibizionismo governativo, potrebbe rafforzare la battaglia contro la Ludopatia. Un aspetto sul quale il legislatore ha colpevolmente sorvolato.

Futuro nebuloso

Naturalmente, gli operatori del settore non sono rimasti a guardare. L’incontro nel ciclo di conferenze in occasione di SiGma Malta sarà solo uno dei momenti di riflessione e confronto su quello che è già stato definito “il caso italiano”. L’obiettivo sarà formulare soluzioni e proposte alternative, nell’auspicio che il governo sappia farne tesoro. Come detto, comunque, ci si è mossi anche in altre direzioni. Più volte è stata sollecitata l’apertura di un tavolo con il ministro Di Maio, che per ora non si è mostrato particolarmente disponibile. Inoltre, su richiesta, è intervenuta direttamente l’AGCOM, la quale ha avviato una serie di incontri con gli operatori del gioco d’azzardo per valutare le criticità emerse dopo la conversione in legge del Decreto Dignità.

Un’incertezza che rischia di minare la credibilità italiana in un terreno in cui il nostro paese si è sempre contraddistinto, proprio in un periodo in cui il Gaming sta esplorando le nuove frontiere aperte dagli sviluppi tecnologici. Anche di questo, e non solo del “caso italiano” si parlerà al SigMa Malta.

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