Modena, la città dove i giovani sono a rischio ludopatia

La ludopatia è una malattia sempre più diffusa nel nostro Paese. In particolare, però, c’è una città italiana dove i giovani sono particolarmente a rischio. Parliamo di Modena. La cittadina emiliana è “sotto assedio” da questo punto di vista.

Modena e i dati preoccupanti

A Modena c’è una situazione preoccupante per quel che riguarda il rapporto tra giovani e ludopatia. Stando ad alcuni dati, infatti, il 30% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni gioca d’azzardo, mentre sono 260 le persone che soffrono di questa dipendenza in cura presso i servizi Usl e almeno un centinaio quelle inserite in percorsi d’aiuto alternativi. Nella città emiliana il gioco sembra essere il passatempo preferito dai suoi abitanti. Nel 2017, infatti, in tutta la provincia sono stati spesi 1,2 miliardi di euro nel gioco d’azzardo tra slot machine, Gratta&Vinci, Superenalotto, giochi virtuali. Dei grandi comuni in provincia di Modena, Formigine è la città che ha il più al tasso di denaro giocato pro-capite annuo in gioco d’azzardo  con 1.712,2 euro, seguito da Sassuolo con  1.658,9 euro.

Gli interventi anti-slot

Le cifre sopra snocciolate hanno messo in allerta la Provincia e la Regione dell’Emilia Romagna. Nel dicembre 2017, è stata presentata una delibera sulla mappatura dei luoghi sensibili e, in conseguenza di questo, è stato stilato un elenco con l’individuazione di sale giochi e scommesse, esercizi commerciali che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, situate a meno di 500 metri dai suddetti luoghi. Nello specifico parliamo di istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, cliniche e ospedali.

Altra iniziativa lodevole è quella del bando “Slot free”, ovvero ‘erogazione di fondi per attività libere dal gioco d’azzardo. Lo scopo è quello di realizzare iniziative mirate alla riqualificazione e promozione della propria attività libera dal gioco d’azzardo. L’iniziativa, finanziata dalla regione Emilia Romagna prevede un importo di 4.500 euro per finanziare attività che migliorino gli spazi interni o esterni del punto vendita e per ampliare e consolidare il servizio offerto, come, per esempio, l’acquisto di giochi di società o libri o l’organizzazione di eventi culturali.

Una comunità contro l’azzardo

Altra iniziativa lodevole per combattere il GAP è l’apertura di una comunità che aiuti chi soffre di questa patologia. La struttura si trova a Festà, frazione di Marano sul Panaro nel modenese ed è stata concessa  in comodato d’uso dal comune. E’ gestita dall’associazione Centro sociale Papa Giovanni XXIII in collaborazione con l’associazione lag. La regione Emilia-Romagna  funge da supporto per i Sert (servizi per le tossicodipendenze delle Ausl) nel pagamento delle rette per le persone affette da gioco d’azzardo patologico. La città emiliana sta facendo di tutto, dunque, per combattere quella che ormai è una cera e propria piaga sociale.

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